A Roma grandina d’estate

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Schegge d’acqua sulla strada tagliano l’asfalto,
e come cristalli liquidi ne imbevono il suo manto.
Il refrigerio momentaneo di un caldo ormai estraneo,
nell’ambiente si sperde,
e ció che un attimo fa er un attimo ameno,
ora rende la brezza un fresco ricordo alieno.

Li, c’è l’azzurro

Li tra le trame del sublime

c’è l’azzuro.

E il cuore d’improvviso ho di burro.

Liquido

Scivolose scie d’amor frusciante,
lente liquidano lontane.

 

Urlo

Rantoli cinghiati raschiano gracchianti l'anima stridente. 
Urlo.

Spuma

Spuma spumante e spumantosa,

s’arriccia liscia, li d’in sullo scoglio

e gracchia.

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Camminando

Camminando ho sbattuto contro me stesso

Ottiche epilettiche

E io e te voliamo, tra frammenti di colori e figure sfumate perdiamo il nostro contorno.

In una tavolozza di odori caldi , come in un caleidoscopio d’emozioni, ci amiamo.

Io, Te, Te ed Io  sospesi per mano voliamo,

tra linee simmetriche,

geometrie eugenetiche,

cerimonie di colori eretiche,

dove schegge d’acciaio s’amano magnetiche, ci perdiamo

sfumando  in mille ottiche epilettiche.